Carnevale di Putignano

La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di feste di carnevale: da Massafra a Gallipoli, da Dauno a Manfredonia e oltre a Poggio Imperiale, la stagione vede un continuo susseguirsi di cortei e balli in maschera. Una menzione particolare va al Carnevale di Putignano, comune della provincia di Bari; sorge sull’Altopiano delle Murge, è la patria dei famosi trulli e delle grotte carsiche. Immersa nella Valle d’Itria, Putignano vanta il Carnevale più lungo di tutti, che inizia il 26 dicembre (giorno di Santo Stefano) e termina il martedì grasso (12 febbraio 2013), con una sfilata serale e, infine, i “funerali” del Carnevale . Le origini di questo Carnevale risalgono al 1394, rendendolo uno dei carnevali più antichi d’Europa. Fu in quell’anno che i Cavalieri di Malta (allora governatori della zona), portarono le reliquie di Santo Stefano nell’entroterra dal loro luogo di conservazione originario, l’Abbazia di Santo Stefano a Monopoli. Per proteggere le spoglie del Santo dai Saraceni, furono trasferite a Putignano.

All’arrivo delle reliquie, i contadini, che si occupavano di piantare la vite, abbandonarono i loro vigneti per seguire la processione. E una volta conclusa la cerimonia religiosa, il popolo ha celebrato con canti e balli festosi. La leggenda vuole che una recitazione in dialetto locale, con versi improvvisati e ironia, abbia dato vita alla loro singolare usanza di “Propaggini”. Oggi a Putignano i poeti recitano in dialetto su un palco della piazza principale, alternandosi per ore l’uno all’altro e inventando le loro migliori rime satiriche per intrattenere il popolo durante il Carnevale.
Come per tutti i carnevali, la città esplode di maschere e carri di cartapesta che sfilano per le strade della città in tutta la loro colorata magnificenza.

Quest’anno va in scena la sua 626a edizione con il tema “La Terra vista dal Carnevale”: maestri di cartapesta, maschere di carattere, artisti e professionisti dello spettacolo, danno vita ad una grande ed accogliente festa collettiva, espressione di creatività e goliardia, satira e ironia, cultura e tradizione. Con il suo programma ricco di eventi e divertimenti per tutte le età, il Carnevale di Putignano è uno dei fiori all’occhiello degli eventi culturali pugliesi. Si rinnova costantemente ed è diventato uno degli strumenti più importanti per promuovere la meta turistica, grazie alla sua capacità di attrarre un pubblico internazionale. Qui puoi consultare il programma completo della 626a edizione.

Il Carnevale di Putignano risale al 1394, quando ancora si viveva di raccolti e pastorizia. Le coste pugliesi furono carnevali di Putignano oggetto di continui attacchi da parte dei briganti saraceni e la paura attanagliò i cittadini pugliesi. All’epoca i governatori erano i Cavalieri di Malta, un ordine profondamente religioso, che temeva che le reliquie più preziose del territorio potessero essere rubate. Decisero quindi di spostarli con una processione nell’entroterra, verso Putignano. La leggenda vuole che a quel tempo gli abitanti di Putignano fossero quasi totalmente al lavoro nelle vicine campagne, ma alla vista della processione tutti abbandonarono il lavoro per seguire le sacre reliquie. È il 26 dicembre 1394 quando le reliquie vengono portate nella chiesa di Santa Maria la Greca accompagnate da una folla festante, che seguì l’evento con balli e canti. Il concetto di carnevale ha preso piede solo a metà del 1900, quando piccoli carri di burattini furono sostituiti da opere più artistiche e professionali come veri e propri carri allegorici realizzati per l’occasione e derivanti da mesi di artigianato.

Oggi il Carnevale è una realtà del paese. Dal 26 dicembre al martedì grasso le strade di Putignano diventano un susseguirsi di cortei e feste. Il martedì grasso i 365 rintocchi della campana dei Maccheroni decretano l’inizio della Quaresima e la fine dei festeggiamenti per un altro anno. Alla vigilia del martedì grasso una commedia dà l’estrema unzione al Carnevale, ormai agli sgoccioli, che avrà i suoi funerali l’ultimo giorno, con una processione dove verrà dato alle fiamme un carro di cartapesta con un maiale, come simbolo della fine del carnevale e dell’inizio della quaresima. Durante ogni carnevale i protagonisti sono i carri allegorici, frutto dell’arte della cartapesta coltivata a Putignano sin dagli anni Cinquanta. Frutto di mesi di lavoro dei maestri cartapesta, spietati nella loro satira e meravigliosi nel loro fascino, sono il cuore dei festeggiamenti. Insomma, tutto a Putignano parla di festa, periodo dell’anno in cui lo spirito senza limiti dei suoi abitanti esce per dare a tutti la sensazione di vera libertà.

La “Festa delle Propaggini” dà ufficialmente il via al periodo di Carnevale, che inizia il 17 gennaio con la Festa di Sant’Antonio Abate. Ogni giovedì in paese vengono organizzati spettacoli satirici e ognuno ha un obiettivo diverso. Monsignori, preti, suore, vedove, pazzi, donne sposate e cornuti … nessuno è risparmiato! La cosiddetta “Festa dei Cornuti” è sicuramente la più divertente: inizia con una processione all’alba dove i partecipanti camminano con grandi corna in testa ed è seguita dalla proclamazione dell ‘”uomo cornuto dell’anno “. La sera, tutte le corna vengono tagliate per simboleggiare la cancellazione dei segni del tradimento. Altra data importante è la Festa dell’Orso, celebrata il 2 febbraio, che è anche il giorno della Candelora.
Le bellissime sfilate di carri allegorici si svolgono ogni domenica di febbraio (9,16,23,25 e 29 febbraio 2020). Comprendono sette carri allegorici realizzati da maestri della cartapesta, che rappresentano in modo ironico fatti di rilevanza nazionale e internazionale. Queste opere d’arte possono essere ammirate anche con uno sguardo più da vicino visitando i capannoni dove vengono realizzate: è un’esperienza unica, adatta a tutta la famiglia! Quest’anno il tema della sfilata è la Terra, che va tutelata attraverso lo sviluppo sostenibile e la riduzione dell’impatto ambientale.