La Festa di San Nicola a Bari

Celebrando l’arrivo delle reliquie di San Nicola a Bari, La Festa di San Nicola attira migliaia di pellegrini da tutto il mondo per unirsi in tre giorni di omaggio al Santo Patrono di Bari. Il secondo giorno della manifestazione una grande statua del Santo viene trasportata lungo la costa e poi di nuovo alla Basilica da una colorata flottiglia. L’evento è completato da uno spettacolare spettacolo pirotecnico. Una grande festa popolare religiosa, che si tiene ogni anno a Bari, commemora il 9 maggio 1087, arrivo delle ossa di San Nicola (la Traslazione delle Reliquie da Myra a Bari). Molte migliaia di persone da tutta la Puglia vengono per i festeggiamenti che iniziano la mattina del 7 maggio. I sacerdoti salgono su una barca con un dipinto iconico di San Nicola per trascorrere la giornata in mare. La piazza pubblica e altre aree si trasformano in un festoso paese fatato illuminato da grandi e bellissimi schermi di pizzo.

Al ritorno del dipinto, il Corteo Storico, un grande corteo di personaggi in costume dell’XI secolo, lo segue dal porto di San Giorgio, serpeggiando lungo le strade fino alla piazza antistante la Basilica di San Nicola. Con carri allegorici e rappresentazioni drammatiche, la sfilata racconta efficacemente l’intera storia di San Nicola a Bari. La mattina successiva, l’8, la folla si raduna al frangiflutti per una grande Eucaristia all’aperto celebrata dall’Arcivescovo di Bari. Una statua colorata di San Nicola a Bari più grande della vita dalla basilica viene portata in processione e collocata vicino all’altare per le due ore di servizio. Dopo la messa la statua intraprende un viaggio in mare di una giornata. Una flottiglia con dozzine di barche forma una scorta festosa. La sera il porto è fiancheggiato da migliaia di persone in attesa di salutare il ritorno della statua. Dodici uomini in costume portano sulle spalle la figura imponente, accompagnati da portatori con pali di fiori e torce. Le vesti di stoffa della statua oscillano con il movimento, facendo sembrare che San Nicola stia camminando sopra la gente.

Una sfilata festosa con stendardi di Nicola, bande musicali, torce e persone con oggetti devozionali segue la statua nel paese. Saluti seguono il progresso del santo mentre viene portato a stare davanti al portico della cattedrale nella piazza pubblica illuminata. I pellegrini visiteranno la statua lì per diversi giorni prima che ritorni al suo posto nella basilica. La parte centrale della celebrazione è la sera del 9 maggio. La basilica si riempie fino allo straripamento per un’altra messa, sempre celebrata dall’Arcivescovo di Bari. Sono presenti ospiti ecumenici invitati, in particolare ortodossi. Al termine dell’Eucaristia, la festa dell’altare, il coro e gli invitati seduti nelle prime file, scendono rapidamente nella cripta che custodisce la tomba di San Nicola a Bari. Il coro canta mentre il parroco striscia in un’apertura nella parte anteriore della tomba e tira fuori la manna, un liquido che si è sempre accumulato intorno alle reliquie. Quando la nave viene sollevata si alza una grande esclamazione. Con acclamazione la nave viene portata in chiesa dove i fedeli fanno la fila per venerare la manna. Fuori la celebrazione continua con fuochi d’artificio e allegre feste fino a notte fonda.

Questa celebrazione iniziò quando i turchi minacciarono la città di Mari in Asia Minore nel 1807, costringendo i marinai baresi a riportare le reliquie del santo (allora a Mari) nella loro città. È lo stesso San Nicola  a Bari che è stato reso popolare come allegro, grasso e dai capelli bianchi, ma la sua statua porta una barba scura, occhi penetranti dello stesso colore e pelle olivastra. Sabato un corteo parte dal Castello Svevo, in costumi d’epoca normanna, per raggiungere la Basilica del Santo dove simbolicamente consegnano le ossa del Santo ai monaci domenicani. La domenica, c’è una pittoresca parata per le strade illuminate dalle fiaccole mentre la statua del santo viene portata a un altare galleggiante posto su una barca da pesca. Seguono tre giorni di festa, poi i fedeli tornano a casa. I miti e gli elementi religiosi del festival collegano mare e terra, sebbene non rimangano tracce delle celebrazioni del Primo Maggio che un tempo si svolgevano in questo periodo. Il cibo dei pellegrinaggi è solitamente il cibo dei poveri, come le olive, il formaggio o il pane. Si dice che il pane derivi da un miracolo che compì portando il grano agli affamati di Mari durante una carestia. L’ospizio annesso al suo ordine una volta distribuiva tre pasti al giorno, ma nel 1929 furono ridotti a un panino, due uova e un bicchiere di vino. Insomma la Festa di San Nicola a Bari è imperdibile.

Quella combinazione di fede, superstizione, folclore e rito religioso legato alla campagna può ancora essere vissuta in tutta Italia. Non da ultimo in Puglia dove le feste annuali dedicate ai santi patroni vengono ancora celebrate con intensità e orgoglio locale. Questo perché tali eventi significano ancora qualcosa e sono radicati nella terra e nei valori della popolazione locale. In provincia di Bari il periodo migliore per vederli è durante i periodi di ferie, soprattutto in piena estate quando coincidono con il ritorno in patria di tante persone che lavorano lontano durante il resto dell’anno.Un motivo in più per vestirsi in costume tradizionale, suonare musica e lanciare fuochi d’artificio a mezzanotte. È interessante notare che gran parte della musica è suonata da bambini o giovani che sono spesso fianco a fianco con i membri in pensione della comunità, tale è stato il fenomeno dell’emigrazione nel Sud Italia.