Gioia del Colle

Una visita guidata di Gioia del Colle inizia dal suo centro storico, camminerai attraverso molti archi che servivano da ingresso alle corti dei vari palazzi nobiliari e visiterai la Chiesa Madre dedicata alla Beata Vergine, più volte modificata nel corso dei secoli. il centro storico, la visita guidata introdurrà senza dubbio il maestoso castello normanno-svevo, simbolo della città, all’interno del quale è custodito il Museo Archeologico Nazionale, uno scrigno di reperti provenienti dagli scavi effettuati sul Monte Sannace e nei dintorni, senza dubbio uno dei più belli e completi della Puglia. Gli oggetti funerari e gli oggetti ornamentali dal V al III secolo a.C. esposti nelle sale includono vasi e armi decorate, fibule metalliche e figurine in terracotta che raccontano le abitudini e i costumi di uno dei più grandi comunità peucete. All’interno del castello sarà possibile visitare la stanza del forno, da cui si scende in un piccolo sotterraneo, utilizzato nell’antica tim come una prigione, su un muro di cui sono scolpiti due colpi, che secondo la leggenda riproducono il seno di Bianca Lancia, prima dell’amante e quindi probabilmente moglie di Federico II di Svevia. La stessa Bianca Lancia diede alla luce tre importanti figli dell’imperatore: re Manfredi, Violante e Costanza. Al primo piano si può anche visitare la Sala del Trono, resa famosa per le riprese del film “Il racconto delle fiabe” Dopo aver visto al castello, visiterai una tipica cantina Gioia con degustazione di vini.

Il Castello di Gioia del Colle è il monumento più notevole della città e uno dei più belli della regione pugliese. Fu costruito in epoca bizantina, al tempo del conte normanno Riccardo Siniscalco d’Altavilla (XII secolo). Distrutto da Guglielmo di Sicilia, fu ricostruito nel 1230 dall’imperatore Federico II dopo il suo ritorno dalle Crociate. L’edificio acquistò la sua forma attuale dopo i lavori di restauro di Pantaleo (1907-1909) e De Vita (1969-1974). Ciò che attira l’attenzione del visitatore all’esterno sono gli imponenti paramenti con pietre bugnate, le due torri sopravvissute ai quattro originali (il Normanno Donjon “De Rossi”, con 28,40 metri di altezza e la “Torre dell’Imperatrice”, circa 24.10 metri di altezza, con il suo meraviglioso oculo e finestra a lancetta singola), gli ingressi sud e ovest, caratterizzati da archi bugnati radiali e dalle eleganti feritoie, le tende striate da una straordinaria varietà di raffinate aperture.

Internamente, al piano terra, subito dopo aver attraversato la maestosa sala occidentale, entriamo nell’ampia e armoniosa corte, sulla quale si affaccia il forno monumentale, con accesso alla prigione dell’Imperatrice. Questa prigione è un teatro di leggenda cupa ma suggestiva, secondo la quale Federico II rinchiuse in questa stanza Bianca Lancia, accusandola di infedeltà, e l’amata donna diede alla luce Manfred, sacrificando se stessa. Poco più avanti si accede all’ingresso sud con l’imponente porta ad arco diritto e gli spazi delle tende sud e ovest. Nel 1497 la Corte fu teatro dei ricevimenti trionfali pagati a Isabella del Balzo Orsini, regina di Napoli, dalle popolazioni della Slavonia che si stabilirono a Gioia del Colle, nella seconda metà del V secolo.

Un’elegante scala (dalle notevoli forme a diamante che trasporta scene zoomorfe) dà accesso alle sale del piano superiore: l’affascinante sala del trono, annunciata dall’arco trionfale e caratterizzata da elementi decorativi arabi e dal motivo dei falchi di fronte (qui, nel dicembre 1250, il cadavere di Federico II fu temporaneamente lasciato, in transito da Foggia a Palermo); la stanza del cimitero di Reinassance, illuminata dalla straordinaria finestra a tre luci; la sala del Rinascimento, che si può accedere dalla porta originale di Donjon, con l’armoniosa volta del XV secolo; la stanza di Gineceo, con la scala di accesso all’interno della Torre dell’Imperatrice. Interessanti anche il piccolo bagno, che era una rarità nelle dimore signorili e reali, e le grandi mensole di supporto dei soppalchi di legno che erano stati distrutti. In queste sale Pier Paolo Pasolini ha girato alcune scene del film “Vangelo secondo Matteo”.

Gli spazi situati sul lato est ospitano il Museo Archeologico Nazionale, che raccoglie i reperti scoperti nell’area archeologica di Monte Sannace: vasi geometrici, vasi con figure rosse e di Gnazia, statuette e sonagli, armi e oggetti in bronzo e oggetti domestici utensili. Abitata fin dall’antichità, la regione della Peucetia corrisponde alla parte centrale della Puglia moderna, alla zona dell’altopiano delle Murge, essenzialmente l’attuale provincia di Bari. Sorge tra Daunia e Messapia e, come l’adiacente Salento, è caratterizzato da contatti molto precoci con il mondo orientale, sin dai tempi dell’eneolitico: ad esempio ad Altamura possiamo trovare le stesse ossa testimoniate a Troia. Secondo la leggenda, l ‘”etnos” sarebbe stato originato da Peucezio, fratello di Enotro e figlio del Licaione arcadico: la tradizione ha certamente registrato le relazioni precoci tra i peucetiani e il mondo greco. Nello stesso periodo appartiene lo sviluppo delle grandi aree residenziali peucetiane, dove si riscontra una grande ricchezza, come testimoniano i beni funerari. Questa ricchezza, prerogativa delle classi dirigenti, è certamente derivata dal commercio con le colonie greche.